Sanzioni UE discariche

A fronte delle sanzioni inflette dalla UE, lo Stato italiano, ha coinvolto nel pagamento le Regioni e i Comuni nel cui territorio sono state realizzate discariche abusive. A gennaio 2018 scorso il MEF ha trasmesso una nota a Ministero dell’Ambiente, Regioni e Comuni perché trovassero il modo di attribuirsi le rispettive responsabilità e si dividessero i costi delle sanzioni. In assenza, decorsi 4 mesi dalla nota, il MEF ha già allegato una tabella con la ripartizione d’imperio di detti costi a carico dei Comuni, defalcando dette quote dai trasferimenti erariali. Costi tali da portare in dissesto la gran parte dei piccoli Comuni coinvolti. Un comportamento inaccettabile e contrario alle regole dello Stato di diritto, soprattutto perché le sanzioni sono scattate per il comportamento negligente del Governo, non certo degli Enti locali. Comportamento, peraltro al centro di una dura reprimenda della Corte Costituzionale che con Comunicato del 14 febbraio scorso ha “stigmatizzato la condotta negligente dello Stato, sintomatica di mancanza di collaborazione istituzionale e fonte di danno per la collettività”. Infatti, anziché indagare e accertare le concrete responsabilità per le discariche abusive dei diversi livelli di governo, sono stati individuati responsabili in solido in via automatica le Regioni e i Comuni, non tenendo conto di quanto la stessa Corte di Giustizia Ue ha sottolineato circa la carenza di sistema nella gestione della materia rifiuti, di competenza legislativa esclusiva dello Stato. ASMEL ha pertanto deciso di assumersi il compito di affiancare in sede giurisdizionale i Comuni associati interessati al ricorso ponendo a carico dell’Associazione tutti costi delle procedure legali. Per gli Enti che non si fossero attivati in tempo è fatta salva la possibilità, entro 120 giorni dalla notifica del provvedimento del MEF di ricorrere in via straordinaria al Presidente della Repubblica. 

Qui la Circolare per il Ricorso al Presidente della Repubblica

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