Nuovo codice degli appalti e TUEL: Asmel in prima fila Grande successo per il convegno I COMUNI FANNO RETE organizzato da ASMEL il 4 marzo scorso a Napoli

13/03/2019

Un risultato dovuto alla grande partecipazione degli oltre 600 rappresentanti degli Enti Locali presenti e agli ospiti di rilievo che hanno consentito un approfondimento di elevato spessore delle tematiche proposte dall’Associazione.

Il Sottosegretario di Stato del Ministero dell’Interno Stefano Candiani, intervenuto al convegno, ha mostrato interesse e totali aperture alle proposte ASMEL di semplificazione normativa, a partire da quella di un nuovo Codice dei contratti pubblici di stampo europeo già redatto e operativo che consentirebbe il superamento delle numerose difficoltà che il mondo degli appalti vive. Il Codice proposto da ASMEL è stato elaborato in collaborazione con l’avv. Marco Monaco dello studio legale internazionale NTCM e verrà anche presentato nella prossima audizione al Senato in Commissione Lavori Pubblici. “Si parla tanto di rinnovare il Codice degli appalti – ha spiegato Francesco Pinto, segretario generale ASMEL – il governo impiegherebbe almeno 2 anni a riformarlo: un anno per approvare la legge e un altro anno per predisporre il regolamento attuativo, troppo tempo a nostro avviso. Con la nostra proposta abbiamo fatto un lavoro di pulitura del Codice attuale togliendo tutto ciò che non era inerente alle direttive europee e rendendolo immediatamente operativo”.

L’on. Candiani, che presiede la Conferenza Stato-Città, ha anche chiarito che tutte le modifiche di innovamento del Testo Unico degli Enti Locali saranno realizzate in concerto con le associazioni rappresentative dei Comuni, tra le quali naturalmente ASMEL e ANPCI. “Bisogna riscrivere le regole riguardanti gli enti locali – ha sottolineato il Sottosegretario – e dobbiamo e vogliamo farlo assieme, ascoltando tutti gli interlocutori che rappresentano i Comuni ridando centralità agli enti locali. Si deve partire dal presupposto che spesso le troppe regole non hanno funzionato per eccessiva complicazione e per non aver riconosciuto la responsabilità ai Comuni che invece gli compete. Quello che per anni è stato descritto come un processo di semplificazione, ovvero di assorbimento e fusione dei Comuni, doveva portare a delle economie che nella realtà dei fatti non si sono verificate. La voce dei piccoli Comuni è rimasta negli anni in secondo piano rispetto agli interessi di quelli più grandi. E invece dobbiamo ricordarci che il nostro territorio è costellato di piccole comunità che sono presidio non solo di buona gestione, ma anche di democrazia”. Il segretario generale Pinto ha infine aggiunto: “Come diciamo da anni, in Italia non esiste più il monopolio ANCI della rappresentatività dei Comuni. Esistono un pluralismo di associazioni che possono rappresentare ampiamente, con animi e visioni differenti, le istanze dei Comuni. Importante è che sappiano fare sintesi, pur nel rispetto di visioni diverse. Uniti si vince!”.

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