STOP al Fondo Perequativo: ASMEL presenta ricorso ASMEL ha presentato ricorso innanzi al Presidente della Repubblica impugnando il riparto fatto dal Governo relativamente ai trasferimenti del Fondo perequativo dei Comuni

06/06/2019

Come noto, infatti, la Costituzione nel garantire le autonomia locali prevede anche la possibilità che i servizi minimi essenziali vengano erogati con il contributo dello Stato per tutti quegli Enti che non riescono a coprirli con risorse proprie. Non si tratta di sprechi o di Comuni più o meno virtuosi, si tratta dell'esigenza di garantire a tutti i cittadini gli stessi livelli di servizi a prescindere dall'ampiezza demografica dell'Ente o dalla sua collocazione geografica. La legge ha previsto che gradualmente entro il 2021 si dovrà passare dal sistema storico a quello perequativo, basato sul fabbisogno di ogni Comune e che nel 2019 la quota ripartita secondo il criterio perequativo passasse dal 45% del 2018 al 60%. Tuttavia il Ministero degli Interni con una propria nota del 17 gennaio 2019, in contrasto con la previsione normativa vigente, ha confermato per tutti i Comuni gli identici importi assegnati al 2018, malgrado i fabbisogni del 2019 fossero diversi. Ciò comporta un ritardo a danno dei Comuni meno ricchi e una penalizzazione per i cittadini delle aree più disagiate (piccoli Comuni, Comuni montani ecc.). Il ricorso presentato innanzi al Capo dello Stato conferma una battaglia di posizione che ASMEL è chiamata a fare a sostegno dei propri associati e di tutti i Comuni italiani. La forzatura fatta dal Governo rappresenta infatti una violazione del dettato costituzionale e dell'eguaglianza tra i cittadini che non possono essere considerati di Serie A o di serie B rispetto alla garanzia dei servizi minimi essenziali.

Qui la circolare

 

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