MILLEPROROGHE: ennesima proroga dell'accorpamento coatto dei piccoli Comuni. Ma l'8 gennaio prossimo la Corte Costituzionale si esprime sul ricorso ASMEL Il Decreto Milleproroghe ha fatto slittare nuovamente l'obbligo di accorpamento delle funzioni fondamentali dei piccoli Comuni intimato dal famoso decreto-legge Calderoli, il n. 78/2010, convertito con la legge n. 122/2010.

27/09/2018

Un obbligo senza senso, perché nel nostro Ordinamento le funzioni si accorpano, attraverso le Unioni, se e quando (e come) i Consigli comunali deliberano in tal senso. Non certo perché lo decide il Governo o il Parlamento. E men che mai l'ANCI. Che oggi esprime soddisfazione per lo slittamento, fingendo di dimenticare che fu proprio su sua insistenza che si arrivò alla norma contro i piccoli Comuni, approvata con il consenso di tutti i partiti, nessuno escluso. 

Ed anche che il suo Presidente Fassino, arrivò a "scavalcare a sinistra" partiti e Parlamento proclamando la necessità di "azzerare tutti i Comuni con meno di 15.000 abitanti". ASMEL lo invitò a dimettersi, perché nella foga non si era accorto che essi rappresentavano il 90% dei propri associati. Non si dimise. In compenso, la proposta fu cancellata dal sito ANCI. In ogni caso, ASMEL è poi riuscita a impugnare la norma avanti al TAR, denunciando ben 9 eccezioni di incostituzionalità.  Tutte accolte, con remissione alla Corte Costituzione e Udienza fissata all'8 gennaio prossimo. Facile prevedere che la Corte ne accoglierà almeno qualcuna, annullando la norma. Come pure che ANCI esprimerà la propria soddisfazione. In tal caso, una omerica risata dei Sindaci dei piccoli Comuni la seppellirà.  

Qui la campagna Asmel

 

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