Il TAR accoglie il ricorso ASMEL e annulla il compenso minimo di 3.000 euro ai Commissari ANAC Dopo la vittoria in Corte Costituzionale contro l'associazionismo coatto dei piccoli Comuni e quella in Consiglio di Stato contro ANAC per l'affermazione dell'autonomia dei Comuni nella centralizzazione della committenza

06/06/2019

Terza vittoria giudiziaria ASMEL con il TAR Lazio che il 30 maggio scorso ha accolto il ricorso ASMEL Consortile contro il MIT ed ha annullato il compenso minimo di 3000 euro imposto per i Commissari di gara (Decreto ministeriale del 12/02/2018).

Un decreto varato di concerto con il MEF, con parere positivo di ANAC, la tradizionale acquiescenza di ANCI e che svela l'annosopregiudizio degli apparati romani verso gli Enti locali, i cui dipendenti sarebbero inetti e incompetentie pertanto da sostituire, nelle Commissioni di gara, con professionisti privati. Per attrarre i quali occorreva fissare compensi minimi adeguati.

Al contrario, competenze, professionalità e impegno sono più facilmente rinvenibili nei Comuni, in primis quelli piccoli e medi, piuttosto che nei carrozzoni romani. Che un Albo possa funzionare anche senza compensi minimi è dimostrato dall'esperienza della Centrale di Committenza ASMEL. Che gestisce da 6 anni un proprio Albo cui possono attingere gli oltre 1500 Comuni Soci. Con partecipazione dei Commissari anche alle gare più piccole, oltre che con quella in Commissioni di gara con compensi più alti. Vi sono iscritti solo dipendenti pubblici con le necessarie qualifiche, senza necessità di ricorrere ai privati.

Qui il Comunicato ASMEL

Qui l'articolo di Italia Oggi del 04/06/2019

Qui l'articolo del Sole24Ore del 04/06/2019 

Qui l'articolo di Affari Italiani del 03/06/2019

 

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