PARTE DA TUTTA ITALIA LA MOBILITAZIONE DEI COMUNI CONTRO LA CENTRALIZZAZIONE DELLA RISCOSSIONE

PARTE DA TUTTA ITALIA LA MOBILITAZIONE DEI COMUNI CONTRO LA CENTRALIZZAZIONE DELLA RISCOSSIONE

PARTE DA TUTTA ITALIA LA MOBILITAZIONE DEI COMUNI CONTRO LA CENTRALIZZAZIONE DELLA RISCOSSIONE

A poche ore dalla diffusione, la lettera aperta ASMEL al Ministro dell’Economia Giorgetti ha già raccolto numerose adesioni da parte dei Sindaci di tutta Italia, con sottoscrizioni da Nord a Sud, Isole comprese. Tra i primi Comuni firmatari figurano Alberona, Casalnuovo Monterotaro, Castelluccio Valmaggiore, Celle di San Vito, Serracapriola Minervino Murge, Oria, San Michele Salentino e Torchiarolo in Puglia; Alonte e Gaiba in Veneto; Atzara e Cabras in Sardegna; Baia e Latina e Piaggine in Campania; Carpineto Sinello, Guilmi e Tornareccio in Abruzzo.

La lettera condivisa dai Sindaci, indirizzata al Ministro Giorgetti, esprime il fermo dissenso dei Comuni rispetto alla prospettata centralizzazione forzata della riscossione coattiva.

ASMEL, in rappresentanza dei 4.902 enti locali, nella lettera contesta le bozze dei decreti attuativi che obbligano i Comuni ad affidare alla società AMCO S.p.A. la riscossione coattiva, se negli anni precedenti non è stata raggiunta una soglia minima di performance.  

Per l’associazione, tale obbligo configura un approccio dirigista che lede direttamente l'autonomia finanziaria e organizzativa dei Comuni garantita dall'art. 119 della Costituzione.

Le trappole della riforma denunciate dai Comuni ASMEL:

  • Violazione dei principi costituzionali: l'imposizione del ricorso ad AMCO basata su rigide soglie percentuali (tra il 15% e il 25%) trasforma la sussidiarietà statale da strumento di supporto volontario in un automatismo sanzionatorio.
  • Inadeguatezza tecnica del parametro unico: la valutazione basata esclusivamente sulla percentuale di riscossione in conto residui non qualifica la reale esigibilità del credito e ignora variabili esogene quali fallimenti, rateizzazioni e irreperibilità dei debitori.
  • Rischio di duplicazione funzionale: AMCO opererà come mero intermediario e “soggetto aggregatore” (senza averne neppure la titolarità) esternalizzando le attività a operatori privati; Una sorta di CONSIP bis che rischia di generare un paradosso applicativo, imponendo al Comune lo stesso soggetto privato precedentemente risultato inefficiente.
  • Effetti disincentivanti sulla struttura amministrativa: l'adozione di criteri rigidi rischia di penalizzare severamente i Comuni che si trovano a gestire stock storici di residui vetusti, deprimendo l'efficienza degli uffici finanziari locali.

Invitiamo i Comuni a condividere e sostenere questa azione sindacale a tutela delle prerogative locali.

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