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ISTAT scopre dopo 28 anni come “far cassa” con multe da € 1.032,00 a circa 1500 Sindaci, mentre ANCI continua a scaldare la sedia, anzi le sedie
Da tutt’Italia riceviamo segnalazioni di Sindaci, ufficiali di Governo in materia statistica, raggiunti da multe (euro 1032) per aver omesso di fornire i dati e le notizie richieste sulla rilevazione statistica sui permessi a costruire. Sulla base delle segnalazioni sinora raccolte, stimiamo in poco meno di 1500 i Comuni coinvolti. 
La norma violata sarebbe il D.lgs. 322/1989(*) che istituisce il SISTAN, Sistema Statistico Nazionale, di cui fanno parte ISTAT, gli Uffici di statistica della PA centrale, di altri Enti pubblici e degli Enti locali, che operano seguendo le direttive del Comitato di indirizzo e coordinamento, in cui siedono tre rappresentanti ANCI. 
Senonché, in applicazione di questa norma, l’art. 12 del TUEL(°) prescrive il dialogo in automatico tra i software comunali e quelli ISTAT e rinvia le misure necessarie in capo alla Conferenza Unificata, sempre presidiata da ANCI, che invece ha nicchiato scaldando la sedia, anzi le sedie. 
Non basta. Il 20 aprile 2016, ISTAT si reca a Torino, “in casa” di Piero Fassino, famoso perché voleva azzerare i Comuni sotto i 15mila abitanti, per siglare un Protocollo d’Intesa: ben 4 sedie per ANCI. Dopo ben 6 mesi, il 18 ottobre 2016, sul sito SISTAN, appare un Comunicato con un trionfale incipit: Positivo bilancio della prima riunione del Comitato per l’attuazione dell’intesa Istat-Anci, per lo sviluppo di un’efficiente rete di uffici di statistica a livello territoriale. 
Proprio in quei giorni i Comuni vengono inondati, alla faccia di ANCI, da diffide propedeutiche alle sanzioni, per un totale circa di 1,5 milioni di euro. Qualcuno in ISTAT deve aver deciso “di fare cassa”, sulle spalle dei Comuni. Oggi che lo Stato non ha più quasi nulla da trasferire, assistiamo a mille trovate per attuare trasferimenti in senso opposto. 
Basti pensare all’incasso dei tributi locali via F24 con restituzione ai Comuni previa apposita “perequazione”. Per non parlare dello scippo attuato sugli incassi IMU relativi agli opifici industriali. Ed ancora, alla trattenuta fino all’1 per mille dell’IMU in favore di IFEL, la Fondazione che fa capo ad ANCI, un’Associazione, ormai equiparata alla PA Centrale! 
Se ANCI è riuscita a riparare tra le PA Centrali, non altrettanto possono fare i Comuni, che sempre più prendono coscienza della distanza che li separa da quanti scaldano le sedie a Roma e ciò spiega il consenso crescente di Associazioni spontanee e diverse da ANCI. 
A norma di legge, i Sindaci coinvolti non hanno alternative al ricorso, nei 30 giorni, al Prefetto (allegato) il quale deciderà sulla base delle argomentazioni esposte caso per caso, e della interpretazione di una norma mai applicata dal 1989, ma ripescata solo oggi. 
Non ha alternative, però, nemmeno ANCI. O si allinea ad ASMEL che pretende una soluzione politica efficace oppure appare evidente l’inutilità di tante sedie scaldate a sbafo. I Comuni colpiti vorranno imputare le multe a scomputo delle quote associative ANCI, per inadeguatezza manifesta in sede di Conferenza Unificata, ove ha, e pretende di continuare ad avere, il monopolio della rappresentanza. ANCI deve dimostrare quali e quante iniziative ha assunto per l’applicazione dell’art. 12 del TUEL. Sarebbe bastato un semplice decreto applicativo dell’art. 12 con indicazione del formato con il quale ricevere i dati. Le software house si sarebbero adeguate, come già avvenuto nel passato senza costi per gli Enti, che già versano un canone per la manutenzione evolutiva. Peraltro, i permessi a costruire sono tutti digitalizzati essendo obbligatoria la pubblicazione sull’Albo Pretorio. Comunichiamo ufficialmente ad ANCI che esso è online dal 2011 per tutti i Comuni anche i più piccoli. Con lo stesso click di invio dei dati sull’Albo, ISTAT poteva riceverli se solo avesse comunicato il formato desiderato. 
ASMEL attiverà tutte le iniziative, per una soluzione politica pena una grave perdita di credibilità per tutta la PA. Siamo fortemente convinti della forza delle nostre argomentazioni e confidiamo in una positiva conclusione che riporti un minimo di serenità e di chiarezza. Se, come spesso avviene, ANCI si intesterà la vittoria, saremo comunque soddisfatti. Non gioiamo affatto per la perdita di credibilità di ANCI tra i Comuni perché ne riduce la forza negoziale. E ciò non è un bene per nessuno. 

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La comunità professionale dei Responsabili prevenzione corruzione (RPC) e dei Responsabili per la trasparenza e integrità (RTI) è promossa da ASMEL ed è gratuita per gli enti associati. 

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